Rettorato 2004

Prof. Adolfo Sebastiani

 

 

 

 

 

ATTIVITA’ ASSISTENZIALE DELLA FACOLTA’ DI MEDICINA

 

Ho riletto il mio programma di Presidenza per il triennio 2001-2004 e ho trovato elementi che ritengo ancora del tutto attuali “E’ necessario sottolineare con forza l’unità assoluta e indissolubile della intera Facoltà Medica in cui l’integrazione funzionale tra didattica e ricerca di base, applicata e clinica deve essere perseguita come obiettivo prioritario. Il progetto del Polo Ospedaliero di Cona non è stato presentato ai membri della Facoltà. Certamente il fatto che la componente medica universitaria non abbia potuto discutere e concordare le caratteristiche progettuali del nuovo ospedale, è una riprova del ruolo del tutto marginale e trascurabile che la Facoltà ha avuto in questi anni a livello decisionale. E’ innegabile che il poter disporre di un polo ospedaliero moderno e tecnicamente all’avanguardia rappresenta una condizione indispensabile per lo sviluppo della Facoltà che però dovrà partecipare in modo paritetico alle decisioni e ai progetti nonché alla gestione della attività assistenziale dell’ospedale”. Nel progetto dell’ospedale di Cona non sono state mai richieste non soltanto le ovvie competenze della Facoltà di Medicina, ma nemmeno quelle altrettanto importanti di Geologia, Ingegneria e Architettura. Le conseguenze sono sotto gli occhi di tutti.

Sarà compito del Rettore e del Preside fare attenta opera di vigilanza affinché le strategie che sono proprie delle Aziende Ospedaliere non penalizzano discipline universitarie che hanno rilevanti ruoli didattici e di ricerca. L’Università dovrà garantire uno sviluppo complessivamente equilibrato dell’intera attività assistenziale della Facoltà integrando valutazioni parcellari a livello dipartimentale ospedaliero o di unità operativa con una logica superiore di salvaguardia e di sviluppo dei compiti istituzionali della Facoltà. Dovrà essere realizzata pertanto una concordata attuazione della  programmazione della Facoltà medica e della programmazione dell’Azienda Ospedaliera”.

 

Continuava il Programma con una serie di obiettivi:

 

·         Rilevare le aree critiche

 

·         Favorire la qualificazione, la motivazione e l’integrazione del personale docente

 

·         Incentivare concertati progetti per docenti della Facoltà con accertate difficoltà.

 

·         Valutare positivamente e sollecitare il massimo impegno da parte dei Direttori di Sezione prossimi al fuori ruolo per programmare il futuro della disciplina

 

·         Considerare il grave problema della Facoltà che, per l’esistenza di consolidati reparti ospedalieri, viene  condizionata nella programmazione didattica (Neurochirurgia, Malattie Infettive, Geriatria, Diabetologia, Chirurgia Maxillo-Facciale, Chirurgia Plastica, Nefrologia, Gastroenterologia, Chirurgia Vascolare, Chirurgia pediatrica, Neurologia, Neuroradiologia, Urologia, Oncologia Clinica, Riabilitazione, ecc.).

 

·         Ricercare la soluzione dei problemi esposti con iniziative che portino a condizioni di:

Esclusività                    1- Cardiologia

                                             2- Anatomia Patologica

                                             3- Reumatologia

 

Duplicazione                  4- Pneumologia

                                          5- Medicina Nucleare

 

 

·         Per ciascuna disciplina acquisire dalle Facoltà di Medicina di altre Università informazioni precise sulle possibilità di trasferimento di docenti di elevata qualificazione (1a – 2a fascia e ricercatori) dall’esterno per completamento di professionalità.

 

·         Ricercare strumenti idonei (scorrimento di carriera, ruoli a concorso) per favorire una progressione di carriera funzionale agli obiettivi della Facoltà sulla base di una valutazione meritocratica dei docenti, attraverso criteri prestabiliti.

 

·         Esaminare attentamente situazioni critiche da valutare caso per caso:

docenti non adeguatamente impegnati nell’assistenza

docenti non convenzionati con l’Azienda Ospedaliera

aspettative

docenti non residenti

 

·         Riconsiderare e regolamentare il problema della sperimentazione clinica nell’ambito dell’Azienda con riferimento alla autonomia della ricerca, alla destinazione dei proventi ecc.

 

·         Concordata determinazione della politica dell’Azienda tra Università e Ospedale e verifica puntuale della stessa nella fase di attuazione pratica.

 

·         Promuovere le eccellenze e le esclusività regionali.

 

·         Accelerare al massimo la fase CONA 1 e/o CONA 2 (Ospedale Aziendale)

 

·         Intervenire con ogni mezzo per la realizzazione di una unica azienda sanitaria provinciale o per la copresenza di Direttori generali impegnati in una collaborazione certa e inderogabile, o come unica Azienda Ospedaliera provinciale (comprendente tutti gli ospedali).

 

·         Potenziamento della componente universitaria fino al 40% del totale, come da protocollo d’intesa (ricercatori, assegnisti, dottorandi, ecc.).

 

·         Definizione della quota oraria puramente assistenziale richiesta al personale universitario (valutazione dei criteri di omnicomprensività, di integrazione stretta fra assistenza, didattica e ricerca, ecc.). Valutare i carichi di lavoro.

 

·         Determinazione definitiva e razionale degli spazi assistenziali (sia nella fase attuale al S.Anna che a Cona). La definizione degli spazi deve essere concordata fra la Componente Universitaria (Rettore e Preside) e la Componente Ospedaliera (Direzione Generale e Direzione Sanitaria).

 

·         Valutazione del numero di posti letto (3 per ogni studente iscritto al I anno) da attribuire alla componente Universitaria e possibilità, all’interno di tale numero, di attuare una diversa distribuzione tra le discipline, anche per esigenze didattiche e di ricerca.

 

·         Promuovere un accordo sulla operatività dei centri universitari di alta specializzazione nell’ambito aziendale

 

Molti di questi obiettivi sono stati raggiunti, altri non ancora per “vari” motivi.

 

Se eletto, sono convinto di poter far sì che il ruolo della Università di Ferrara nella assistenza, a livello locale e regionale, sia più forte e tecnicamente incisivo. Spero che la lunga esperienza di direzione di strutture cliniche e dipartimentali che ho accumulato nel tempo a Ferrara e a Napoli mi siano utili per ottenere questo fine.

Il rapporto Università-Ospedale-Comune-Regione dovrà essere dialettico ma collaborativo nel rispetto dei ruoli e delle specificità che fanno del docente medico un “unicum” per la conpresenza nel sistema universitario e in quello ospedaliero.

La Facoltà di medicina ha un enorme impatto nella società civile, specie se sarà in grado di cogliere le opportunità che attengono istituzionalmente al suo ruolo.

Ritengo che la vicenda del Polo Ospedaliero di Cona rappresenti un chiaro esempio di come l’Università sia stata relegata, o si sia fatta relegare, a un ruolo del tutto marginale di semplice comprimario.

La mia posizione di candidato al Rettorato è quella di chiedere e pretendere, se eletto, una chiarificazione “totale” su tutto quanto è avvenuto per conoscere la vera verità di tutti gli accadimenti che si sono verificati in questi lunghi anni. Pretenderò di visionare progetti, documentazioni, procedure, spese effettuate e da effettuare.

Il destino dell’Ospedale Sant’Anna e del Polo di Cona deve essere frutto di un accordo tra tutti gli attori istituzionali al quale l’Università deve partecipare finalmente con pari dignità e potere decisionale.

Pretenderò una valutazione chiara e una strategia trasparente che renda anche i cittadini ferraresi partecipi delle decisioni.

E’ tempo di porre rimedio ad una situazione divenuta insostenibile e improponibile.