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Durante la sua lunga e brillante
carriera Piero Leonardi ricoprì
innumerevoli cariche, fra cui
quelle di Direttore dell'Istituto
di Geologia e Paleontologia
dell'Università di Ferrara
(1949-1976), Presidente della
Società Geologica Italiana
(1954-1955) e Presidente dell'Istituto
Italiano di Preistoria e Protostoria
(1955-58).
Fu inoltre impegnato in modo
attivo sia politicamente, sia
socialmente.
Studioso dagli ampi interessi
scientifici, egli svolse la
sua ricerca con pari impegno
in vari campi. Nell'ambito della
geologia, si interessò
particolarmente a studi di paleontologia
vegetale ed animale, stratigrafia,
morfologia e tettonica, rivolgendo
la sua attività di ricerca
sul terreno soprattutto alle
Dolomiti e ai Colli Berici.
Altrettanto rilevanti furono
le sue ricerche in ambito preistorico
(ma anche archeologico, in senso
lato) che lo portarono, applicando
criteri stratigrafici rigorosi
e metodologie interdisciplinari,
ad indagare numerosi giacimenti,
prevalentemente paleolitici,
della Val di Fiemme, dei Colli
Berici, dei Monti Lessini e
dell'Appennino emiliano-romagnolo
e marchigiano.
Tra i vari settori della preistoria
Piero Leonardi fu poi particolarmente
attratto dall'arte paleolitica
ed a lui si deve lo studio dei
principali manufatti di arte
mobiliare del Veneto, soprattutto
di quelli ritrovati a Riparo
Tagliente, nei Monti Lessini,
dove fu direttore dei lavori
per molti anni. Non mancò,
infine, di interessarsi ai problemi
dell'evoluzione umana ed all'interpretazione
delle morfologie di pianeti
e satelliti attraverso le immagini
offerte dalle prime esplorazioni
spaziali.
Oltre che per la sua attività
di studio Piero Leonardi deve
essere ricordato per il suo
impegno nel promuovere le Scienze
della Terra all'interno dell'Ateneo
ferrarese. Nel corso del suo
già ricordato incarico
come Direttore dell'Istituto
di Geologia e Paleontologia
le discipline mineralogiche
e petrologiche divennero infatti
autonome, si svilupparono notevolmente
le discipline geologiche e paleontologiche
e l'Istituto poté trovare
una prestigiosa sistemazione
nel rinascimentale Palazzo Turchi
di Bagno.
Infine, vincendo resistenze
ed opposizioni, egli riuscì
a collocare nello stesso Palazzo
Turchi di Bagno l'allora Museo
universitario di Stratigrafia,
Paleontologia, Paleontologia
dei vertebrati e Paleontologia
umana, divenuto oggi Museo di
Paleontologia e Preistoria.
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