DIPARTIMENTO DI BIOLOGIA DELL'UNIVERSITA' DI FERRARA
Dottorato in Neurobiologia e Neurofisiologia
Dottorato in Biologia
Dottorato in Farmacologia CellulareSeminari di Storia della Scienza
10- 24 Maggio 2001
"FISICA E FISIOLOGIA DELL’ELETTRICITA’ NEL ‘700"
Ore 16 Aula D5 dei Nuovi Istituti Biologici - Via Borsari 46 , Ferrara
10 Maggio 2001, Marco Piccolino:
Scintille dalle tenebre,
John Walsh e i pesci elettrici17 maggio 2001, Marco Bresadola.
Il fluido ambiguo,
Luigi Galvani e l’elettricità animale24 Maggio 2001, Paola Bertucci:
Galvani e Volta a Londra,
il ruolo di un napoletano “illuminato”.
Tutti sono invitati a partecipare
Il Settecento è il secolo
'elettrico' per eccellenza. L'elettricità diventa uno dei settori
della scienza che maggiormente attrae i 'Filosofi naturali'
dell'epoca. La costruzione e l'invenzione di nuovi strumenti (macchine
elettrostatiche più efficienti, condensatori, tra cui in particolare
la Bottiglia di Leyda), una serie di risultati importanti che riguardano
la conduzione a distanza del fluido elettrico, la distinzione chiara
tra corpi isolanti e conduttori, la dimostrazione della natura elettrica
del fulmine (che fa intravedere la possibilità per l'uomo di comprendere
scientificamente e dominare le forze della Natura), lo sviluppo di
nuove teorie sulla natura del 'fluido elettrico' e sull'azione a distanza,
fanno dell'elettricità (insieme alla chimica) il settore emergente
della scienza nell'epoca dei Lumi.
L'interesse riguarda sia i veri e propri studiosi che l'ambiente colto e aristocratico, e non v'è gentiluomo di rango (o a volte anche gentildonnna, come nel caso di Laura Bassi a Bologna e di Madame du Chatelet in Francia) che non abbia un 'cabinet de physique' nel quale condurre esperimenti elettrici. Questi a volte assumono anche l'aspetto del gioco con cui intrattenere gli ospiti nei 'salons' intellettuali (danza e carillion elettrico, quadro elettrico, "beatificazione" elettrica, damina o bambino elettrizzato, "bacio elettrico").
Uno degli aspetti storicamente più affascinanti della scienza elettrica del Settecento è l'interazione proficua che si stabilì tra l'interessse che, con linguaggio moderno, diremmo 'fisico' e quello 'fisiologico' per lo studio dell'elettricità. Questo portò da un lato a porre le fondamenta dell'elettrofisiologia moderna, soprattutto grazie alle ricerche del bolognese Luigi Galvani che dimostrò l'esistenza nei tessuti eccitabili di una 'elettricità animale' in stato di disequilibrio, pronta a fluire sulla base di sollecitazioni fisiologiche, per dar luogo alla conduzione nervosa e alla contrazione muscolare.
Dall'altro lato, soprattutto con gli studi di Alessandro Volta, si ebbero fondamentali sviluppi sia teorici che pratici della scienza elettrica (si pensi ai concetti voltiani di carica e 'tensione' e alle leggi del condensatore, e poi all'invenzione della pila). Contrariamente a quanto sostenuto da storici della scienza superficiali e poco attenti agli aspetti caratterizzanti la 'filosofia della natura' del Settecento, non solo Galvani, ma anche Volta, ebbero un genuino interesse per gli aspetti fisiologici dei fenomeni elettrici. Volta chiamò inizialmente la sua pila elettrica 'organe électrique artificiel' per riconoscere, com'egli diceva, la sua ispirazione nel construirla alla riflessione sugli organismi viventi e in particolare sull' "organo elettrico naturale" della torpedine e dell'anguilla elettrica.
Lo studio dei pesci elettrici ebbe una grande importanza nel Settecento non solo perché servì a dimostrare che l'elettricità poteva avere un ruolo nella 'economia animale' (e da questo punto di vista aprì il campo alle ricerche di Galvani sulla fisiologia neuoromuscolare), ma anche perché la comprensione del meccanismo della scossa prodotta da questi singolari animali impose revisioni concettuali alla fisica dell'elettricità, che in qualche modo anticiparono lo sviluppo dei concetti di carica e tensione e le leggi del condensatore.
Figura centrale nella dimostrazione
della natura elettrica della scossa della torpedine e delll'anguilla elettrica
fu l'inglese John Walsh, che eseguì una serie importanti di studi
tra il 1772 e il 1775, associando alle sue ricerche John Hunter,
celebre chirurgo e anatomico, e Henry Cavendish, uno dei più importanti
scienziati inglesi del Settecento.
L'opera di John Walsh (che nel Settecento
fu considerata di fondamentale e rivoluzionaria importanza, e valse allo
studioso inglese la prestigiosa "Copley Medal", una specie di premio Nobel
per l'epoca), è ai giorni nostri relativamente poco conosciuta.
Il primo dei seminari di questa serie si propone di farla emergere dalle
tenebre in cui per vari motivi la Storia (e soprattutto gli storici della
Scienza) l'hanno relegata.
Il Settecento è l'epoca dei 'fluidi'. Fluidi di vario tipo riempono l'universo settecentesco, sia quello inanimato che quello animato, e sarebbero alla base per alcuni dei fenomeni luminosi, termici, elettrici, della conduzione nervosa e di altri mille processi naturali. Nell'ambito dei fenomeni della conduzione nervosa il 'fluido nerveo' prende il posto, nella scienza dell'epoca, degli 'spiriti animali', le misteriose ed elusive entità che nella medicina classica erano i messaggeri dell'anima. Attraverso una serie straordinaria di esperimenti Luigi Galvani, Professore all'Università di Bologna e membro dell'Istituto delle Scienze della città, dimostrerà infine la natura elettrica del fluido nerveo. Purtroppo una tradizione storica basata largamente su una visione superficiale dell'opera di Galvani e sulla ignoranza dell'elettrofisiologia, la scienza nata dall'opera dello studioso bolognese, continua a ritenere 'ambiguo' il fluido elettrico dimostrato da Galvani nei nervi e nei muscoli. Il 'fluido ambiguo' e l'opera scientifica di Luigi Galvani saranno l'argomento del secondo seminario.
Gli esperimenti e le teorie di Galvani
e di Volta interessarono tutta la "Repubblica delle Lettere" dell'epoca.
Di Galvani si disse che con la sua opera principale, il De viribus
electricitatis in motu musculari, aveva provocato nel mondo della scienza
dell'epoca uno sconvolgimento analogo a quello che attraversava l'Europa
del tempo sulla scia della rivoluzione francese. Le notizie scientifiche
circolavano attraverso pubblicazioni di vario tipo (riviste letterarie
o scientifiche, e Atti di Accademie, Memorie), comunicazioni personali
tra i 'savants' e attraverso altri mezzi. In questo network di comunicazioni
tra le varie nazioni svolgevano spesso un ruolo importante studiosi
che si trovavano in situazioni vantaggiose per agire da intermediari del
processo della diffusione scientifica (per la conoscenza di lingue diverse,
per vivere in paesi stranieri etc). L'Inghilterra della seconda metà
del Settecento, e in particolare la sua istituzione scientifica più
prestigiosa, la Royal Society, si interessò molto agli
studi sul 'galvanismo'. Personaggio fondamentale nell'arrivo di notizie
sugli esperimenti di Galvani e Volta a Londra fu un napoletano 'illuminato',
studioso di elettricità egli stesso, autore di celebri trattati
di 'elettricismo', e costruttore di importanti strumenti elettrici. A questo
interessante personaggio e ad alcune problematiche della comunicazione
scientifica in un periodo di particolare effervescenza culturale sarà
dedicato il terzo seminario.
Chi volesse approfondire trova qui il seguente materiale:
1 articolo breve su Galvani in formato PDF tratto dalla rivista Naturalmente vol. 13 (2) pp. 9-17 (2000) (leggibile con ACROBAT.READER)
1 articolo breve
su Galvani in inglese in formato PDF tratto dalla rivista
Trends
in Neurosciences vol. 20 (n. 10) pp.443-448 (1997)(leggibile
con ACROBAT.READER)
1 articolo sull'opera elettrofisiologica di Alessandro Volta in formato PDF tratto dalla rivista Naturalmente vol. 13 (1) pp. 6-15 (2000) (leggibile con ACROBAT.READER)
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