C E U - I t a l i a

The italian chapter of the COUNCIL for the EUROPEAN URBANISM

 

LA CARTA

PER LA NUOVA CITTÀ EUROPEA

Stoccolma 6 novembre 2003

 

MISSIONE
Il Council for European Urbanism è dedicato al progresso delle generazioni future attraverso la creazione di città, borghi, villaggi e zone rurali vivibili e a scala umana in tutta Europa.

LA SFIDA
Le città, borghi e i villaggi sono continuamente minacciati da fenomeni di esclusione sociale e isolamento, dispersione, spreco di risorse naturali e culturali, sviluppo monofunzionale, assenza di competizione e dalla mancanza di qualunque rispetto per le culture locali.

OBIETTIVI
Le città, i borghi e i villaggi devono possedere una diversità di usi e prevedere commistione sociale; devono utilizzare in modo efficiente e sostenibile gli edifici, il suolo e le altre risorse disponibili; devono essere sicuri ed accessibili per i pedoni, le biciclette, le macchine e i trasporti pubblici; devono essere caratterizzati da confini chiaramente definiti durante ciascuna fase del loro sviluppo; devono possedere strade e spazi definiti da architetture che rispettano le condizioni locali - storia, cultura, tradizione, clima e paesaggio; devono possedere una varietà che permetta lo sviluppo della società, delle sue attività e della sua forma costruita.

AZIONI
Il CEU promuove la valorizzazione dei caratteri distintivi e caratteristici che in tutta Europa contraddistinguono le città, i borghi, i villaggi e la campagna; incoraggia il mantenimento ed il rafforzamento delle identità regionali e delle aspirazioni dei cittadini; favorisce ove opportuno, la creazione di nuove città, quartieri e borghi che incorporino tali obiettivi; stimola la riqualificazione, il rinnovo formale e la trasformazione di periferie e sobborghi in declino in aree polifunzionali ed attive; incoraggia il rispetto dell'ambiente naturale e dell'habitat umano; promuove la protezione del patrimonio edilizio e naturale.

IL CONTESTO
Il CEU riconosce che la riqualificazione fisica non è sufficiente. Le città, i borghi i villaggi e le zone rurali sono il riflesso del contesto sociale, politico, economico ed ambientale nel quale si sono sviluppati. Ciascun intervento volto a migliorare la qualità fisica dell'ambiente deve essere inteso come una parte di un più complesso progetto volto a migliorare la qualità della vita della popolazione europea.

POLITICHE, NORMATIVE E PRATICHE
Il CEU lavora per il cambiamento, la correzione, lo sviluppo e il raffinamento a tutti i livelli - locale, regionale, nazionale ed Europeo - dei processi economici, delle politiche pubbliche, delle leggi, delle normative e dei codici procedurali in modo da consentire la corretta implementazione nella pratica progettuale degli obiettivi di questa Carta.

PROCESSO E PARTECIPAZIONE
Il CEU si impegna a rafforzare i rapporti tra la comunità, gli abitanti e tutti coloro che siano interessati allo sviluppo locale tramite un processo di partecipazione e coinvolgimento nelle varie fasi del processo edilizio (pianificazione, costruzione e gestione).

IL CEU
Il CEU è un network di membri (soci, partecipanti, enti, università etc.) che si impegnano a mettere in pratica i principi di questa Carta.

 


SECONDA PARTE DELLA CARTA CEU
Novembre 2003


I Regioni o aree regionali


I.1 Le regioni sono aree che possiedono identità distinte riconosciute dai propri abitanti. Tale identità si può manifestare a livello geografico, politico, culturale o economico. Le regioni non sono entità amministrative ma i loro confini possono coincidere con quelli di entità amministrative (Regioni, Province, Stato)

II.2 Politiche e principi normativi in campo pianificatorio devono perseguire il benessere degli abitanti e la creazione di un'identità regionale.

II.3 Una regione è costituita dall'insieme del suo patrimonio rurale e urbano - metropoli, città, borghi e villaggi. La pianificazione di area vasta deve pertanto perseguire e rispettare l'individualità di queste singole componenti, e allo stesso tempo mantenere un rapporto bilanciato tra queste componenti individuali.


II Città

II.4 Le città, indipendentemente dalla denominazione utilizzata (città, metropoli, paese, comune, etc.), sono concentrazioni fisiche dense, distintive e concentrate, dove un considerevole numero di individui vivono e lavorano. La densità abitativa facilita lo scambio di informazioni, la creazione di stabili rapporti interpersonali e la formazione di istituzioni civiche e culturali.

II.5 Il successo delle città dipende dalla libera e definita mistura di residenze, terziario, luoghi di incontro e comunicazione. Qualunque forma di segregazione sociale o di separazione delle attività - generata da motivazioni economiche, demografiche od occupazionali - avrà effetti sulla qualità di tali scambi e sulla qualità di vita dei suoi abitanti, e pertanto è da scoraggiare.

II.6 Per mantenere la propria identità, le città devono possedere un livello di compattezza e definizione fisica. I confini di una città pertanto non devono venir annullati né tantomeno erosi.

II.7 Il centro delle città deve essere chiaramente definito e facilmente riconoscibile; l'identità di una città dipende in larga misura dal carattere del suo centro.

II.8 I centri storici delle città devono venire preservati e riqualificati e, ove necessario, ricostruiti.

II.9 Le città funzionano efficientemente solo quando possiedono una zona centrale ben definita. Ogni nuovo sviluppo urbano pertanto dovrà venire completamente integrato con il centro esistente, ovvero dovrà essere realizzato come borgo o città separata, con propri chiari limiti geografici.

II.10 In una città l'insieme delle strade e degli spazi pubblici deve dipendere dall'uso e dalla scala delle funzioni da servire (unità conforme). Questo principio incoraggia il traffico pedonale ed allo stesso tempo garantisce, quando è necessario, un sicuro accesso ad altre forme di trasporto e movimento.

II.11 Nelle città vi sono edifici e spazi di natura civica, instituzionale e religiosa. Tali edifici e spazi devono occupare una posizione preminente nella struttura della città e le scelte architettoniche devono aiutare nella definizione e nella estrinsecazione dei loro caratteri. Edifici di natura pubblica, a scala più ridotta, devono essere presenti per servire i singoli quartieri.

II.12 Parchi, aree per il tempo libero e giardini pubblici devono essere distribuiti uniformemente nella città, ed assolvere, tra le altre, la funzione di elementi unificanti del tessuto urbano.


III Borghi, Villaggi e Aree Rurali

III.13 Per borghi e villaggi s'intendono piccole comunità rurali di origine agricola dal perimetro contenuto. Essi possiedono un numero essenziale di servizi per la comunità e in alcuni casi industrie di piccola scala. Nel caso in cui una riduzione dell'attività agricola abbia contribuito alla trasformazione dei borghi rurali (villaggi) in centri prevalentemente residenziali al servizio di una città (borghi urbani o semplicemente borghi o borgate), è importante mantenerne il carattere distintivo.

III.14 La campagna è costituita da terreni coltivati, boschi e zone incolte, ed è la base su cui ogni centro costruito si sviluppa. Le città, i borghi e i villaggi dipendono dalla campagna per l'approvvigionamento di cibo e per mantenere separate le proprie identità. Vi dovrà essere un semplice accesso alla campagna sia per salute che per svago.

III.15 I villaggi devono rimanere piccoli e indipendenti con un chiaro confine fra il costruito e la campagna. Se i villaggi si sono espansi o devono espandersi oltre le capacità dei loro servizi pubblici è indispensabile avviare la trasformazione del villaggio in città con la creazione di tutte le necessarie strutture fisiche ed istituzionali.

III.16 I villaggi di nuova costruzione devono avere una dimensione ridotta, devono essere autonomi e devono essere situati in zone rurali, anche se non sono di origine agricola e se non dipendono da attività di natura agricola. Essi devono essere dotati di tutti i servizi richiesti per la vita quotidiana e per il lavoro oltre che tutte le infrastrutture pubbliche.

III.17 Si deve incoraggiare il corretto sfruttamento agricolo del territorio, la cura e la protezione del paesaggio, evitare la diffusione di una urbanizzazione estensiva (poco densa) ed è necessario riconvertire ad uso agricolo tutte le aree dismesse, così da offrire aiuto a coloro che dipendono dalla campagna per il loro sostentamento oltre che agli abitanti delle città e dei borghi adiacenti.


IV Quartieri e distretti

Iv.18 I quartieri sono zone ben distinte che gli abitanti di un centro urbano riconoscono e con cui possono identificarsi. Devono essere compatti, accessibili al traffico pedonale ed essere caratterizzati da una mistura d'usi (residenza, uffici, negozi etc.) oltre che garantire i servizi necessari per le attività quotidiane.

IV.19 I distretti sono zone urbane caratterizzate da un uso particolare o che possiedono un carattere peculiare ma sono più piccoli di un quartiere. Dire uso particolare o carattere peculiare significa, per esempio, riferirsi al carattere prettamente industriale di un area o al fatto che si tratti di una zona costituita da edifici prevalentemente costruiti in mattoni.

IV.20 I quartieri e i distretti sono le unità principali dello sviluppo e della riqualificazione di una città, che è costituita dall'interconnessione di tali parti. L'identità di quartieri e distretti è sovente motivo di orgoglio per gli abitanti e li spinge ad assumersi la responsabilità per la loro manutenzione e per il loro sviluppo. Pertanto, il loro carattere va mantenuto e preservato.

IV.21 La riqualificazione di aree industriali dismesse, di quartieri di edilizia industrializzata o più in generale di quartieri residenziali che non permettono un sufficiente livello di qualità della vita, di aree militari in disuso, deve essere finalizzata alla creazione di quartieri e distretti.

IV.22 Per garantire un buon bilancio demografico, sociale e culturale, è necessario che i quartieri offrano una sufficiente commistione di tipologie abitative con valori immobiliari differenti. Tale bilancio contribuisce a rinforzare le relazioni personali e civili, e pertanto a creare comunità.

IV.23 L'uso di codici urbani e di normative - elaborati tramite la consultazione della comunità - può rafforzare lo sviluppo armonico e progressivo di quartieri e borghi. Codici e normative infatti rendono la trasformazione controllabile e prevedibile.


V Strade, piazze, isolati e giardini pubblici

V.24 L'architettura urbana ed il disegno del paesaggio si occupano principalmente della creazione di strade e spazi di uso pubblico. Pertanto, gli edifici e i vuoti urbani devono contribuire a definire fisicamente tali spazi e il contesto culturale di quartieri e città.

V. 25 Strade e piazze devono essere sicure, facili da usare ed interessanti per i pedoni. Se ben progettate, incoraggiano il traffico pedonale, permettono la conoscenza reciproca fra gli abitanti e spingono ad attività di natura pubblica e sociale.

V.26 Sicurezza e protezione sono condizioni essenziali per rivitalizzare le città. Pertanto, la progettazione di strade e piazze deve essere volta alla creazione di un ambiente urbano aperto, accessibile e sicuro.

V.27 L'ambiente costruito e i singoli edifici devono essere progettati per garantire stabilità e continuità delle prestazioni e allo stesso tempo permettere cambiamenti e sviluppo (flessibilità edilizia ed urbana).

V.28 Le lottizzazioni vanno progettate ad una scala di dettaglio in modo da garantire l'ottenimento di una raffinata grana urbana e lo sviluppo di tutte le potenzialità connesse con una efficiente mistura d'usi.

V.29 Le zone residenziali hanno bisogno di piccoli giardini pubblici. I giardini sono aree di rifugio sociale ed ecologico e per tale motivo si deve incoraggiare il loro uso quotidiano.

V.30 Aree, edifici, e paesaggi di natura o valore storico assicurano che lo sviluppo urbano avvenga con continuità; essi sono pertanto elementi fondamentali per ogni futuro sviluppo e come tali vanno preservati, riqualificati o ricostruiti.


VI Architettura e architettura del paesaggio

VI.31 I singoli edifici devono avere un legame sensibile con il loro contesto. Questa indicazione trascende le questioni stilistiche. L'architettura urbana deve rispettare la storia e il contesto urbano nel quale si inserisce pur dovendo essere diversa e recettiva verso il nuovo.

VI.32 Sia l'architettura che l'architettura del paesaggio devono svilupparsi a partire dalle specifiche condizioni locali (clima, topografia, storia, tradizioni tecnologiche e costruttive, etc.), armonizzandosi con esse e arricchendo il contesto.

VI.33 Tutti gli edifici devono garantire ai loro abitanti una chiara percezione del luogo, del clima e del tempo. Per la realizzazione dei sistemi di condizionamento (riscaldamento e raffreddamento), dovunque possibile, dovrebbe essere preferito l'uso efficiente di risorse naturali e di tecnologie sostenibili.


VII Trasporti

VII.34 Le regioni vanno servite al loro interno e tra loro con reti di trasporto coordinate. Il trasporto pubblico, il traffico pedonale, l'uso di biciclette (ed altri mezzi di trasporto individuale) devono essere coordinati per massimizzare l'efficienza della mobilità e ridurre la dipendenza dall'uso della macchina.

VII.35 Città, quartieri e distretti vanno connessi tra loro tramite corridoi di trasporto; questi possono essere strade principali, assi ferroviari, fiumi o parchi.

VII.36 I corridoi di trasporto, se debitamente concepiti ed organizzati, possono favorire la connessione e collaborazione tra le diverse entità urbane, ed aiutare la rivitalizzazione dei centri urbani. La realizzazione dei corridoi di trasporto non deve tuttavia sottrarre investimenti per i centri esistenti.

VII.37 Centri compatti, facilmente percorribili a piedi, e con una forte mistura d'usi dovrebbero svilupparsi intorno alle stazioni e alle principali fermate dei trasporti pubblici (treni, bus, caselli autostradali, porti etc.). Lo svolgimento delle attività quotidiane non dovrebbe, infatti, richiedere l'uso della macchina.

VII.38 La qualità della forma urbana e del traffico pedonale devono avere la precedenza sulla costruzione di autostrade e zone di parcheggio. Parcheggi di grandi dimensioni non devono dominare strade e piazze.

 

FINE


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up-date: 20/04/2005