Palazzo e giardino di Giulio d'Este

Tradizionalmente attribuito a Biagio Rossetti, l'architetto dell'Addizione Erculea, il palazzo di Giulio d'Este fu tra i primi a sorgere sulla Via degli Angeli, elegante raggio della nuova Circonferenza urbana.
Diversi furono i paesaggi di proprietà e diverse pure le modifiche architettoniche apportate al palazzo nei cinquecento anni della sua storia, una storia che resta legata al nome del più famoso dei suoi abitanti, don Giulio d'Este, figlio del duca Ercole I e protagonista di fosche vicende d'armi e di congiure all'alba del Cinquecento.
Per oltre tre secoli e mezzo, fino al 1892, la via del palano fu intrecciata a quella della nobile famiglia Pio, che qui riunì una straordinaria collezione di opere d'arte e che, alla fine del Settecento, lo fece decorare con pitture di Ignazio Carbonari, Giovan Battista dall'Ettore e Leopoldo Cicognara.

Agli anni 1918-32, durante la proprietà Mantovani, vanno ricondotte importanti modifiche che connotano l'aspetto attuale del palazzo. In particolare venne definito lo spazio del cortile interno, centrato dalla vera da pozzo, e si innalzò la quinta prospettica che separa il cortile dal giardino con le sette eleganti arcate di sapore neo-estense. In fondo al giardino venne quindi eretta la serra, con sei colonne dai capitelli gotici recanti anni ed imprese estensi che si dicono provenire dalla delizia estense della Montagnola

Dal 1932 Giulio d'Este è di proprietà della Provincia di Ferrara che, con importanti lavori di restauro, volti non solo al recupero funzionale ma attenti anche al ripristino dei volumi originari, ha restituito continuità e coerenza agli spazi e ha riportato in luce preziose testimoniano figurative legate alla facies originaria del palazzo.

Scuola di decorazione Floreale:"Agrumi Rari nei Cortili e nei Giardini Estensi"